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Riproduzione in acquario

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Così come da sempre avviene in natura, molti pesci d'acqua dolce si possono riprodurre in acquario con facilità.
Bisogna distinguere i pesci Ovovivipari da quelli Ovipari.
Nella prima categoria, possiamo ritrovare il Guppy o il pesce portaspada (Xiphophorus helleri). Per questi pesci la fecondazione avviene all'interno della femmina e la riproduzione si ottiene senza particolari difficoltà. Gli ovanotti, dopo un periodo di gestazione di circa 30 giorni, nasceranno già totalmente sviluppati e in grado di nutrirsi autonomamente già dopo un paio di ore. Il più delle volte, l'acquariofilo poco esperto si avvicina per la prima volta a questo evento casualmente acquistando in negozio una femmina in procinto di partorire. Per evitare che i piccoli ovanotti diventino cibo per gli altri ospiti e per gli stessi genitori sarà necessario prendere dei provvedimenti sistemando la partoriente in sala parto, ovvero, un contenitore di plexiglass forato all'estremità e suddiviso all'interno da una griglia.

 

Riproduzione pesce portaspada acquario

 

Sala Parto Pesce Portaspada

 

I piccoli nati si rifugeranno nel comparto sottostante restando isolati dalla madre che successivamente dovrà essere prelevata dalla sala parto insieme alla grigia di separazione per lasciare più spazio ai nuovi nati che potranno essere nutriti con mangimi specifici per ovanotti o con alimenti tritati finemente.

 

Ovanotti dopo il parto - Pesce Portaspada

 

Solo quando avranno raggiunto una dimensione sufficiente per poter nuotare insieme agli altri pesci dell'acquario senza correre nessun pericolo e abbastanza forti da non finire trascinati all'interno del filtro, si potranno liberare. La presenza di radici e una di una fitta vegetazione renderà più semplice e sicuro il loro adattamento alla nuova vita in acquario.

I pesci Ovipari invece, utilizzando diverse tecniche di riproduzione, depositano le uova e lasciano al maschio il compito di fecondarle dall'esterno. In acquario la probabilità di successo si riduce notevolmente ed è pertanto necessario ricorrere ad alcuni accorgimenti e avvalersi dell'aiuto di acquariofili con diversi anni di esperienza alle spalle.
Molti allestiscono delle vasche adibite alla sola riproduzione tenendo conto delle tecniche di fecondazione utilizzate dalle singole specie di pesci e facendo nascere così gli ovanotti in un ambiente più favorevole rispetto ad un acquario di comunità.

Possiamo distinguere diverse tecniche di riproduzione:

Dispersione in acqua; i pesci che utilizzano questa tecnica disperdono le uova in acqua e solo quelle che riusciranno a fissarsi nel fondo e tra la vegetazione circostante diventeranno degli ovanotti. L'acquario si potrà allestire con una fitta vegetazione inserendo un nido di lana per far aderire le uova.

Dispersione sul substrato; le uova vengono rilasciate sul substrato e pertanto, per salvare il maggior numero di ovanotti, si consiglia di utilizzare ghiaia grossa o un fondo costituito da biglie in modo che le uova prodotte possano trovarvi rifugio.

Deposizione su un substrato; il maschio della coppia, dopo aver individuato un luogo sicuro per l’accoppiamento, inviterà la femmina a depositare le uova su un substrato come piante, rocce e radici o all'interno di grotte o dentro una conchiglia. Dopo la nascita i genitori proteggeranno gli ovanotti fino a quando non saranno in grado di badare a se stessi.

Nido di bolle; particolare tecnica di riproduzione utilizzata da alcune specie come il pesce combattente (Betta Splendes). Si consiglia di utilizzare un’apposita vasca di 20-30 litri adatta per l'accoppiamento mantenendo una temperatura di 26-27 gradi. In un primo momento la coppia dovrà essere separata da un divisorio trasparente in modo che entrambi i partner possano vedersi. La vasca dovrà avere dei nascondigli per la femmina e per evitare la perdita delle uova, il fondo dovrà essere privo di ghiaia. Solo quando il maschio formerà il nido di bolle si potrà inserire la femmina e sperare che l'accoppiamento vada a buon fine. In questa fase il maschio rincorrerà e morderà le pinne della femmina fino alla sua sottomissione. Dopo la deposizione, le uova verranno raccolte dal maschio e depositate nel nido di bolle e si occuperà della prole proteggendole dagli altri pesci.

Incubazione; alcuni pesci conservano le uova fecondate in bocca proteggendole dai predatori fino alla schiusa. Per circa 2 settimane la femmina non potrà nutrirsi e resterà sempre un punto di riferimento anche dopo la nascita dei piccoli.

Prima di procedere con l’accoppiamento si consiglia di studiare la scheda, il comportamento e la tecnica utilizzata dal pesce che si intende riprodurre in cattività in modo da poter avere maggior successo e aiutare il più possibile la coppia e favorite crescita dei nuovi nati.

 


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